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Come scegliere le piastrelle per il bagno e per ogni ambiente della casa

Scritto da Max Due

Come scegliere le piastrelle per il bagno e per ogni ambiente, lastre di gres porcellanato di grande formato esposte sugli espositori di uno showroom

Quando qualcuno entra in showroom con una cartella di foto e ci chiede come scegliere le piastrelle per il bagno, la conversazione parte quasi sempre dal colore. Noi la ribaltiamo, perché una piastrella prima di essere bella deve stare al posto giusto. Un pavimento che si bagna ogni giorno, un paraschizzi che incontra il grasso e un terrazzo esposto agli sbalzi termici chiedono materiali diversi, e la stessa serie quasi mai funziona ovunque.

Qui mettiamo in fila i criteri che usiamo al banco, stanza per stanza, dal bagno alla cucina, dalla zona giorno agli spazi esterni. Nessuna formula magica, solo quattro dati oggettivi da leggere in scheda tecnica. Se il dubbio è ancora a monte, cioè quale materiale mettere in casa, ne abbiamo parlato in la differenza tra gres porcellanato e ceramica.

COSA CAMBIA DAVVERO DA UN AMBIENTE ALL’ALTRO

La nostra risposta parte da quattro criteri e non dall’estetica. Umidità, traffico, sicurezza sul bagnato e facilità di pulizia cambiano da stanza a stanza, ed è il motivo per cui, qui a Palermo, prima di aprire i campionari ti chiediamo dove andrà il materiale e chi ci camminerà sopra.

L’umidità decide il materiale

La norma UNI EN 14411 classifica le piastrelle in base all’assorbimento d’acqua. A chi domanda quali piastrelle resistono all’umidità rispondiamo con il gruppo BIa, cioè il gres porcellanato con assorbimento pari o inferiore allo 0,5%, che le fonti tecniche indicano come idoneo anche all’esterno. All’estremo opposto la bicottura del gruppo BIII supera il 10% ed è pensata solo per le pareti interne, mai per un pavimento.

Usura, aderenza e pulizia si leggono su scale diverse

Il traffico si valuta con la classe PEI, da 1 a 5, che però vale solo per le superfici smaltate; sul gres non smaltato si guarda l’abrasione profonda in millimetri cubi. La sicurezza sul bagnato ha due scale distinte e non intercambiabili, la R misurata con le calzature e la A, B, C a piedi nudi, nata per docce e bordo piscina. La pulizia si legge sulla resistenza alle macchie e agli agenti chimici. Sono dati stampati in scheda, e al banco te li facciamo leggere accanto al campione, alla luce vera.

COME SCEGLIERE LE PIASTRELLE PER IL BAGNO

Il bagno è l’ambiente più delicato della casa, perché acqua, vapore e piedi nudi convivono tutti i giorni. Qui il gruppo BIa è il punto di partenza, dato che meno porosità significa meno acqua trattenuta e, nella maggior parte dei casi, meno macchie negli anni.

Come scegliere le piastrelle per il bagno, rivestimento e pavimento in gres di grande formato effetto marmo con doccia walk-in

Il pavimento e il rivestimento non sono la stessa scelta

A parete si può scendere di gruppo, ed è la ragione per cui la bicottura resta un classico dei rivestimenti bagno pur essendo fuori discussione a terra. Nello stesso ambiente, quindi, muro e pavimento chiedono prodotti diversi anche quando l’estetica è coordinata, e questo apre più combinazioni di quante immagini.

La zona doccia e il tema del bagnato

La DIN 51130 misura l’aderenza con le scarpe e va da R9 a R13, con R10 indicato dalla letteratura tecnica come riferimento per il pavimento del bagno. La DIN 51097, quella a piedi nudi sull’acqua, arriva alla classe C ed è la scala che riguarda la doccia. Restano riferimenti di prodotto scritti in scheda, non promesse di sicurezza. Il mosaico, moltiplicando le fughe, di solito aiuta l’aderenza.

Nel nostro showroom a Palermo queste superfici le vedi alla luce vera e leggi la scheda con un consulente, e il magazzino a pronta consegna aiuta a non legare il lavoro ai tempi di un ordine.

PIASTRELLE PER CUCINA E ZONA GIORNO

In cucina le piastrelle per interni lavorano più che altrove, perché sopportano grasso, aceto, limone e detergenti ogni giorno. Il dato da cercare è la resistenza alle macchie della ISO 10545-14, con classi da 1 a 5 dove la 5 indica una macchia che va via con la sola acqua calda. Accanto c’è la ISO 10545-13 sull’aggressione chimica, e per i detergenti domestici la letteratura indica la classe B o superiore.

Meno fughe dietro il piano cottura

Sulle piastrelle per cucina il grasso raramente resta sulla superficie compatta del gres, si ferma nelle fughe. Un formato medio-grande dietro fuochi e lavello riduce le linee da pulire, e una stuccatura in un colore che non evidenzi lo sporco regge meglio. Se il dubbio riguarda il solo pavimento, i passaggi li trovi in come scegliere il pavimento giusto per la cucina.

Ingressi e stanze di passaggio

In soggiorno il carico è leggero e bastano classi PEI intermedie. Ingresso e corridoio invece portano dentro sabbia e ghiaia sotto le suole, quindi conviene salire di classe e preferire venature che perdonano polvere e impronte. Per legare le stanze senza lo stesso pavimento ovunque basta tenere il colore e cambiare formato o finitura.

TERRAZZE BALCONI E SPAZI ESTERNI

Fuori casa cambiano le sollecitazioni. Una superficie esterna passa dal sole pieno alla pioggia e vive escursioni termiche che dentro non esistono, sbalzi che deve reggere senza spaccarsi. Il parametro che pesa di più è la resistenza al gelo, misurata con la ISO 10545-12, e viaggia insieme a un assorbimento d’acqua basso. Ecco perché il gres porcellanato del gruppo BIa torna protagonista anche qui. Sulla scelta per il terrazzo e per il bordo piscina siamo entrati nel dettaglio nei 5 pavimenti in gres perfetti per terrazze e bordo piscina.

Terrazza esterna pavimentata con piastrelle in gres effetto pietra di grande formato, esempio di come scegliere le piastrelle per terrazze e balconi

Sicurezza sul bagnato

Su un terrazzo bagnato serve aderenza vera. Con le scarpe il riferimento minimo indicato per le pavimentazioni esterne è R10, e le superfici più strutturate arrivano a R11. A bordo piscina, dove si cammina scalzi, vale la scala a piedi nudi vista prima. Sono valori da leggere in scheda, mai dedotti a occhio. Se ti serve il confronto allargato agli altri materiali da esterno, lo trovi nei 6 materiali che resistono agli anni e alle intemperie.

Continuità tra dentro e fuori

Molte serie esistono sia nello spessore da interno sia nella versione spessorata da 20 mm per l’esterno, che un posatore può mettere in opera anche a secco su ghiaia o sabbia. Così soggiorno e terrazzo si leggono come un’unica superficie, e in showroom verifichiamo insieme che cosa è già disponibile a magazzino.

FORMATI FINITURE E ABBINAMENTI CHE FUNZIONANO

Chiarito il perimetro tecnico, arriva la parte che tutti aspettano. Il formato cambia la percezione dello spazio prima del colore. La norma di posa considera grande formato ogni lastra con un lato oltre i 60 cm, e nei bagni piccoli funziona meglio di quanto immagini, perché meno fughe vuol dire meno righe che spezzano l’occhio. Il mosaico fa l’opposto, frammenta la lettura ma guadagna aderenza dove l’acqua resta a terra.

Campioni di piastrelle in gres effetto legno ed effetto pietra affiancati per valutare formati, finiture e abbinamenti

Il formato si sceglie insieme al fondo

Il grande formato chiede un fondo perfettamente planare e mani esperte, quindi la posa, che resta lavoro di un professionista terzo, incide di più sul conto finale. Conviene saperlo prima di innamorarsi della lastra. Anche la fuga non è un dettaglio estetico, perché assorbe dilatazioni e tolleranze, e di norma non si scende sotto i 2 mm salvo casi particolari con materiali molto calibrati.

Finiture e fughe cambiano la luce della stanza

Una superficie lucida rimanda luce e allarga, una opaca perdona di più segni e impronte. Su questo abbiamo scritto una guida dedicata alle piastrelle lucide o opache. Sulle fughe la regola è semplice, in tinta per continuità visiva, a contrasto solo se l’effetto grafico è voluto davvero.

Abbinamenti fra ambienti che reggono negli anni

Non serve lo stesso pavimento ovunque, anzi. Regge meglio la collezione coordinata, stesso colore e finiture diverse, così ogni stanza ottiene quello che le serve senza spezzare la casa in tanti pezzi.

COME ARRIVARE PREPARATI ALLA SCELTA

Chi arriva nel nostro showroom piastrelle Palermo con qualche dato in mano sceglie meglio e più in fretta. Portati le misure dell’ambiente, o meglio ancora la pianta, e qualche foto della stanza con la luce che hai davvero, di giorno e di sera. Poi tieni pronte due risposte, se c’è il riscaldamento a pavimento e se la superficie prosegue verso il balcone.

Il campione si guarda dal vivo

Una foto non restituisce né il tono né il calibro. Il tono è la gradazione cromatica del lotto, indicata sulla scatola con una sigla, il calibro è la dimensione reale del pezzo dopo la cottura, che può scostarsi dal nominale. Per questo pezzi uguali all’apparenza ma di tono o calibro diverso vanno trattati come prodotti diversi.

Quantità giuste e cantiere che parte

Sulla superficie calcolata si aggiunge di norma un margine del 10-15 per cento per tagli, sfrido e riserva, che sale con la posa in diagonale. Conviene ordinare tutto in una volta, perché ritrovare lo stesso lotto a distanza di tempo è difficile. Il nostro consulente ti aiuta in questo conto, e il magazzino con pronta consegna serve a ridurre i tempi morti, con la disponibilità del singolo articolo da verificare insieme.

DOMANDE FREQUENTI SULLA SCELTA DELLE PIASTRELLE

Cosa significano le sigle R9, R10 e R11

Sono le classi di resistenza allo scivolamento della norma tedesca DIN 51130, misurate su un piano inclinato con calzature. R9 indica aderenza normale, R10 media, R11 elevata. Per il pavimento di un bagno domestico la letteratura tecnica indica di solito R10, mentre nelle zone molto bagnate si sale di classe o si sceglie una superficie più materica.

In un bagno piccolo meglio piastrelle grandi o piccole

Al contrario di quello che si pensa, il formato grande spesso allarga la percezione dello spazio perché riduce il numero di fughe. Il rovescio della medaglia è tecnico, perché vuole un fondo planare e una posa più impegnativa, da valutare con il professionista che seguirà il lavoro. Conta anche la finitura, un tema approfondito in piastrelle lucide o opache, quale scegliere per ogni ambiente della casa.

Quante piastrelle devo ordinare per non restare corto

Si calcola la superficie reale e si aggiunge un margine per tagli, sfrido e riserva, indicativamente fra il 10 e il 15% nella posa dritta, di più negli schemi diagonali o a spina di pesce. C’è poi una ragione meno intuitiva per non ordinare al centimetro, perché tono e calibro variano da lotto a lotto.

Che spessore serve con il riscaldamento a pavimento

La ceramica lavora bene con il riscaldamento radiante perché conduce il calore, ma lo spessore incide sulla resa. Le indicazioni di settore convergono su spessori contenuti per l’interno, mentre il gres da 20 millimetri è pensato per l’esterno. Resta un’indicazione generale, da confermare con il tuo tecnico e con chi ha fornito l’impianto.

Come faccio a non sbagliare la scelta

L’errore più comune è scegliere solo con l’occhio, guardando il colore e dimenticando assorbimento, classe antiscivolo e resistenza all’usura. Il metodo che usiamo al banco incrocia quattro dati oggettivi, l’ambiente e se si tratta di parete o pavimento, la presenza di acqua, il traffico previsto e il tipo di sporco. Da lì la rosa si restringe da sola.

Max Due — La redazione Max Due, showroom di ceramiche e arredo bagno a Palermo.

PARLIAMONE INSIEME IN SHOWROOM

Se stai per rifare un bagno, una cucina o un terrazzo, la strada più corta resta portarci le misure e i tuoi dubbi. Guardiamo i materiali alla luce vera, leggiamo le schede tecniche e restringiamo il campo partendo dalla destinazione d’uso, non dal colore. Prenota un appuntamento con un consulente e vieni a trovarci nel nostro showroom di Palermo.

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